Da Val di Sole a Soldier Hollow non è cambiato il copione: Martina Berta firma una storica doppietta Elite, Valentina Corvi domina ancora tra le Under 23 e Luca Braidot chiude a un soffio dal podio.
Martina Berta vince lo Short Track e il Cross Country Elite, Valentina Corvi domina l’XCO Under 23. A Soldier Hollow la mountain bike italiana raccoglie tre successi femminili in due giorni, mentre Luca Braidot chiude quarto tra gli Elite uomini, a soli 12 secondi dalla vittoria. Non è stato semplicemente un buon fine settimana per l’Italia.
A Soldier Hollow, nello Utah, è arrivato qualcosa di più importante: la conferma che quanto visto nelle ultime settimane non rappresenta un episodio isolato.
Martina Berta ha vinto due gare Elite nello stesso weekend. Valentina Corvi, con la maglia iridata sulle spalle, ha continuato a imporre la propria legge tra le Under 23.
Tre vittorie diverse, maturate in gare differenti, ma accomunate da un elemento preciso: le italiane non si sono limitate a restare con le migliori.
Hanno deciso le gare.
Martina Berta apre il weekend vincendo lo Short Track
Il primo segnale arriva sabato 19 settembre nello Short Track Elite.
Una gara veloce, tattica, difficile da interpretare. In questo tipo di competizione pochi secondi possono trasformare una posizione di controllo in una vittoria oppure cancellare tutto nel giro di poche curve.
Martina Berta aspetta.
Davanti il gruppo rimane compatto e le favorite continuano a studiarsi. Alessandra Keller è lì, così come Sina Frei, Evie Richards e Jenny Rissveds. Nessuna riesce realmente a fare la differenza.
Poi Berta sceglie il momento.
Nel penultimo giro accelera e rompe l'equilibrio.
Non è una semplice progressione in vista dello sprint. È un attacco vero, portato quando alle sue spalle nessuna sembra immediatamente disposta ad assumersi la responsabilità dell'inseguimento.
Sono pochi secondi, ma bastano.
Berta continua a spingere, mantiene il vantaggio e taglia il traguardo davanti ad Alessandra Keller, seconda a sei secondi.
Per l'azzurra è il primo successo della carriera nello Short Track Elite di Coppa del Mondo.
Un risultato importante, ma soprattutto una vittoria che racconta una Martina Berta capace non soltanto di andare forte, ma anche di leggere perfettamente la gara.
E il miglior tempo sul giro conferma che, dietro alla scelta tattica, c'erano soprattutto gambe.
Il giorno dopo cambia la gara, non cambia la vincitrice
Ventiquattro ore più tardi si riparte.
Questa volta non c'è la rapidità dello Short Track. C'è il Cross Country Olimpico, con una gara lunga, selettiva e completamente diversa da gestire.
Serve resistenza.
Serve lucidità.
Bisogna sapere quando inseguire, quando aspettare e soprattutto quando utilizzare le energie rimaste.
La gara Elite femminile rimane inizialmente molto aperta. Jennifer Jackson, Jenny Rissveds, Jolanda Neff, Sina Frei e Gwendalyn Gibson sono tutte dentro la corsa.
Martina Berta resta sempre nelle posizioni che contano.
Non forza inutilmente. Non sembra avere fretta di costruire il vantaggio. Rimane davanti, controlla e aspetta che la gara presenti il momento giusto.
Quando il ritmo comincia realmente a fare selezione, Berta e Gibson riescono progressivamente a prendere margine sulle inseguitrici.
La gara diventa un confronto diretto.
Ed è nell'ultima salita che Martina cambia nuovamente passo.
Questa volta non c'è nessuna esitazione tattica da sfruttare.
C'è semplicemente un'atleta che riesce ad andare più forte.
Berta arriva da sola sul traguardo in 1h15'51", con 13 secondi di vantaggio su Gwendalyn Gibson e 48 su Sina Frei.
Short Track e Cross Country nello stesso weekend.
La doppietta è completa.
Berta non è più una sorpresa
Guardare soltanto Soldier Hollow, però, significherebbe perdere una parte importante della storia.
Martina Berta aveva già dimostrato durante la stagione di essere entrata definitivamente nella dimensione delle migliori interpreti mondiali dell'XCO.
A La Thuile era arrivato il primo successo Elite in Coppa del Mondo Cross Country.
Poi il secondo posto ai Campionati del Mondo in Val di Sole.
Adesso Soldier Hollow aggiunge due risultati pesantissimi: il primo successo nello Short Track e un'altra vittoria nell'XCO.
Tre prove differenti.
Tre contesti differenti.
E soprattutto una continuità che cambia completamente il modo di leggere questi risultati.
La domanda non è più quanto Berta possa avvicinarsi alle migliori del mondo.
A Soldier Hollow le migliori erano presenti.
E Martina Berta è arrivata davanti. Due volte
Foto: Michal Cerveny / WHOOP UCI Mountain Bike World Series
Prima dell'ennesimo successo di Berta, l'Italia aveva già lasciato il proprio segno sulla domenica americana.
Valentina Corvi si presenta alla partenza dell'XCO Under 23 con una maglia che non permette di nascondersi.
Quella di campionessa del mondo.
Indossare l'iride modifica inevitabilmente il modo in cui viene affrontata una gara. Gli occhi delle avversarie sono diversi. Chi porta quella maglia diventa un riferimento, un'atleta da controllare, quella sulla quale misurare le proprie possibilità.
Corvi sembra non sentirne il peso.
Parte forte e prende subito la testa della corsa.
Rafaelle Carrier e Makena Kellerman riescono inizialmente a mantenere il contatto. Per alcune tornate la gara rimane aperta e il margine non permette ancora di amministrare.
Poi Valentina aumenta progressivamente il ritmo.
Non serve un attacco spettacolare.
La selezione avviene giro dopo giro.
A due tornate dalla conclusione Carrier transita a 21 secondi, Kellerman a 22.
È il momento nel quale la gara assume una direzione precisa.
Corvi continua a spingere e arriva sul traguardo dopo 1h20'17", con 32 secondi di vantaggio su Rafaelle Carrier e 44 su Makena Kellerman.
Anche il giro più veloce, 12'59", porta il suo nome.
Una vittoria costruita con autorità, senza necessità di gesti spettacolari.
Prima il controllo, poi la selezione, infine il vantaggio
Foto: Michal Cerveny / WHOOP UCI Mountain Bike World Series
Il dato che descrive meglio la stagione di Valentina Corvi è probabilmente il più semplice.
Sette vittorie XCO nelle otto prove di Coppa del Mondo Under 23 disputate.
Sette su otto. Numeri che rendono quasi inutile cercare ulteriori aggettivi.
Soldier Hollow aggiunge però qualcosa di diverso.
Corvi ha vinto ancora dopo essersi laureata campionessa mondiale.
Il titolo iridato non ha chiuso una fase della stagione e non ha modificato il suo approccio alle gare.
La continuità è rimasta la stessa.
E questo, probabilmente, è uno degli aspetti più significativi del suo percorso.
Vincere un Mondiale significa riuscire a essere la migliore in un determinato giorno.
Continuare a vincere nelle settimane successive significa confermare quella condizione gara dopo gara.
Luca Braidot quarto in una gara decisa in dodici secondi
Il weekend italiano di Soldier Hollow non è stato soltanto femminile.
Nell'XCO Elite maschile Luca Braidot rimane fino alla fine dentro una gara estremamente equilibrata.
Martín Vidaurre riesce a fare la differenza nell'ultima tornata e conquista la vittoria in 1h28'55".
Dietro di lui Cole Punchard arriva a cinque secondi, Mathis Guay a sette.
Poi Braidot.
Quarto a 12 secondi dal vincitore e appena cinque secondi dal podio.
Un risultato che inevitabilmente passa in secondo piano davanti alle tre vittorie ottenute dalle italiane, ma che conferma la presenza di Braidot nel gruppo degli uomini capaci di giocarsi le posizioni importanti fino agli ultimi chilometri.
Da Val di Sole a Soldier Hollow, il dato più importante è la continuità
I risultati di Soldier Hollow acquistano ancora più significato se vengono collegati alle settimane precedenti.
Il Mondiale di Val di Sole aveva già mostrato una mountain bike italiana capace di competere ai massimi livelli internazionali.
La trasferta negli Stati Uniti non ha interrotto quella narrazione.
L'ha rafforzata.
Berta continua a vincere tra le Elite.
Corvi continua a dominare tra le Under 23.
Braidot resta vicinissimo al podio maschile.
Presi singolarmente sono risultati importanti.
Messi uno accanto all'altro raccontano qualcosa di più interessante: continuità.
Ed è proprio la continuità, molto più della singola giornata perfetta, a stabilire il reale valore di una stagione.
Tre vittorie, tre modi differenti di costruirle
Anche tecnicamente, il weekend dello Utah offre elementi interessanti.
Le tre vittorie femminili italiane non sono state ottenute seguendo lo stesso copione.
Nello Short Track Martina Berta ha sfruttato il momento tatticamente più favorevole, attaccando quando il gruppo ha esitato.
Nell'XCO ha corso con maggiore pazienza, aspettando che la selezione naturale della gara riducesse il numero delle avversarie prima di fare la differenza nell'ultima parte.
Valentina Corvi ha invece costruito il successo Under 23 attraverso un ritmo progressivamente più elevato, trasformando una gara inizialmente aperta in una prova sempre più controllata.
Tattica, resistenza, capacità di gestione.
Tre gare differenti e tre dimostrazioni di maturità agonistica.
L'XCO femminile italiano cambia dimensione
Per diverso tempo si è parlato della crescita della mountain bike femminile italiana.
Dei giovani talenti. Dei piazzamenti. Dei podi.
Dei segnali che lasciavano immaginare un possibile salto di qualità.
Soldier Hollow suggerisce che quella fase potrebbe essere ormai superata.
Martina Berta vince tra le Elite contro alcune delle migliori specialiste internazionali.
Valentina Corvi domina la categoria Under 23 e continua a farlo anche dopo aver conquistato il titolo mondiale.
Non significa che ogni weekend possa concludersi con tre vittorie italiane.
La mountain bike internazionale è troppo competitiva e imprevedibile per ragionare in questi termini.
Significa qualcosa di molto più concreto.
Oggi, quando Martina Berta e Valentina Corvi prendono il via di una gara internazionale, non sono più soltanto atlete italiane da seguire con attenzione.
Sono riferimenti della gara.
E questo, le avversarie, lo sanno.
