Andreas Seewald conquista la maglia iridata, ma alle sue spalle l’Italia realizza una prova collettiva straordinaria: De Cosmo e Dorigoni sul podio, quattro azzurri nei primi cinque. Storico argento di Claudia Peretti tra le donne.
A Primiero San Martino di Castrozza il titolo mondiale Marathon prende la strada della Germania, ma la forza complessiva mostrata dall’Italia assume quasi le dimensioni di un dominio.
Andreas Seewald conquista la maglia iridata al termine di una gara durissima, disputata su 95,3 chilometri e circa 3.850 metri di dislivello positivo. Dietro al tedesco, però, la classifica si colora quasi interamente d’azzurro.
Gioele De Cosmo conquista la medaglia d’argento, Jakob Dorigoni il bronzo.
Diego Rosa conclude al quarto posto e Davide Foccoli al quinto. Dario Cherchi, ottavo, e Lorenzo Samparisi, decimo, portano a sei il numero degli italiani presenti nelle prime dieci posizioni.
Non è soltanto un ottimo risultato della Nazionale.
È una dimostrazione di forza difficilmente riscontrabile in un Campionato del Mondo.
Seewald fa la differenza sulla salita decisiva
La gara maschile si decide quando Seewald aumenta il ritmo sulla lunga salita verso Forcella Calaita. Il tedesco riesce progressivamente a guadagnare terreno, costruendo il margine che gli permetterà di raggiungere il traguardo di Fiera di Primiero in 4 ore, 33 minuti e 47 secondi.
Alle sue spalle gli italiani prendono in mano l’inseguimento, facendo ulteriore selezione sulla salita verso Bedolé.
Seewald rimane imprendibile, ma la battaglia per le altre medaglie diventa una questione quasi esclusivamente italiana. De Cosmo chiude a 3 minuti e 11 secondi dal vincitore, precedendo Dorigoni di appena un secondo.
Poco più indietro arrivano Rosa e Foccoli. Cinque atleti racchiusi nelle prime cinque posizioni, quattro dei quali italiani: un’immagine che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il livello raggiunto dal movimento nazionale nella specialità Marathon.
La portata del risultato emerge osservando la classifica:
- Andreas Seewald, Germania – 4:33:47
- Gioele De Cosmo, Italia – a 3:11
- Jakob Dorigoni, Italia – a 3:12
- Diego Rosa, Italia – a 3:55
- Davide Foccoli, Italia – a 4:40
- Martin Stošek, Repubblica Ceca – a 6:10
- Keegan Swenson, Stati Uniti – a 7:22
- Dario Cherchi, Italia – a 7:43
- Héctor Leonardo Páez, Colombia – a 9:21
- Lorenzo Samparisi, Italia – a 9:43
L’Italia non conquista la maglia iridata, ma piazza due atleti sul podio, quattro nei primi cinque e sei nei primi dieci.
A rendere ancora più significativo il bilancio è il ritiro di Samuele Porro, vicecampione mondiale nel 2025, fermato da un problema meccanico.
La Nazionale perde così durante la gara uno dei suoi uomini più attesi, senza che venga meno la presenza italiana nelle posizioni di vertice.
Gioele De Cosmo, un argento che vale una conferma
Il secondo posto di Gioele De Cosmo consente all’Italia di confermare per il secondo anno consecutivo un proprio atleta sul secondo gradino del podio mondiale.
Nel 2025 era stato Samuele Porro a conquistare l’argento alle spalle dello statunitense Keegan Swenson. A Primiero il risultato viene ripetuto da De Cosmo, accompagnato questa volta dal bronzo di Dorigoni e da una presenza collettiva ancora più consistente.
La Marathon italiana non dipende quindi da un singolo atleta o da una giornata particolarmente favorevole. La classifica mostra una base competitiva ampia, capace di esprimere corridori con caratteristiche ed esperienze differenti ai massimi livelli internazionali.
Claudia Peretti scrive la storia della Marathon femminile
Il risultato più importante in prospettiva arriva dalla gara femminile.
La svizzera Anna Weinbeer conquista il titolo mondiale completando il percorso in 5 ore, 30 minuti e 54 secondi. Claudia Peretti chiude seconda, a 3 minuti e 53 secondi, dopo essere rimasta a lungo in corsa per le medaglie insieme all’austriaca Mona Mitterwallner, terza.
Peretti diventa così la prima italiana a conquistare una medaglia assoluta nella gara femminile dei Campionati del Mondo Marathon.
Il suo argento non rappresenta soltanto un risultato individuale. Colma un vuoto storico e apre una prospettiva nuova per l’intero movimento femminile italiano, in una disciplina nella quale esperienza, capacità di gestione e resistenza hanno un peso determinante
Definire quella di Primiero una buona prestazione di squadra sarebbe riduttivo.
Il titolo maschile è stato conquistato da Seewald e quello femminile da Weinbeer. È quindi corretto riconoscere il valore dei due campioni mondiali senza trasformare il risultato italiano in una vittoria che formalmente non c’è stata.
Ma è altrettanto evidente che nessun’altra Nazionale ha mostrato una profondità paragonabile a quella azzurra nella prova maschile.
Sei corridori nei primi dieci, due medaglie, quattro posizioni consecutive alle spalle del vincitore e il primo podio femminile della storia costituiscono un risultato strutturale, non episodico.
Il Mondiale di Primiero lascia quindi una certezza: oggi l’Italia è una delle principali potenze internazionali della mountain bike Marathon. Il prossimo passo, dopo aver dimostrato di possedere la squadra più completa, sarà trasformare questa superiorità collettiva nella conquista della maglia iridata.
