Per due giorni gli Alburni si sono accesi di ruote, passi e applausi: la terza edizione della Alburni Bike Marathon ha raccolto atleti e famiglie attorno a un’esperienza che ha miscelato fatica sportiva, paesaggi incontaminati e sapori di territorio.
Organizzata dall’associazione Alburni Outdoor con partenza da Sant'Angelo a Fasanella, la manifestazione è diventata un appuntamento di riferimento per il ciclismo nel Sud Italia, capace di raccontare il territorio attraverso percorsi, comunità locali e produzioni tipiche.
Il 2026 ha segnato una tappa importante: l’inserimento della Marathon nel programma "Natura e Movimento" del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Un riconoscimento che ha valorizzato l’intento centrale dell’evento - promuovere la pratica sportiva all’interno di aree protette - sostenuto dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e dalla Fondazione SportCity. La sinergia istituzionale ha dato slancio all’evento, amplificando la sua capacità di attrazione e di promozione del territorio.
Due i tracciati affrontati dai 200 partecipanti: l’Extreme da 110 km e la Classic da 70 km. Entrambi hanno attraversato scenari di grande valore naturalistico, borghi dall’anima antica e ruderi di castelli che hanno fatto da cornice alle fatiche e alle emozioni dei ciclisti. Il percorso non è stato solo un banco di prova per chi cerca la prestazione: è stato anche un invito a guardare, conoscere e apprezzare un territorio spesso fuori dai circuiti turistici di massa.
Accanto alla gara agonistica, l’attenzione per le famiglie e per i più piccoli è stata concreta. L’Area Bike allestita nel campo sportivo comunale ha permesso ai bambini di avvicinarsi alla bicicletta in sicurezza, tra giochi, percorsi di abilità e istruttori qualificati. Un’intuizione che ha rafforzato il carattere inclusivo dell’evento e ha seminato l’interesse per la mobilità attiva nelle nuove generazioni.
Elemento distintivo della manifestazione è stata la valorizzazione delle eccellenze locali attraverso gli Energy Point a km 0.
Dislocati lungo i percorsi, i punti ristoro hanno proposto prodotti tipici: formaggi artigianali a latte crudo, miele degli Alburni, olio extravergine d’oliva e altre specialità enogastronomiche. I ristori non sono stati solo fermate funzionali alla gara, ma vere e proprie vetrine delle produzioni del territorio, capaci di raccontare storie di mestiere e di sapori.
L’impatto turistico si è subito fatto sentire: strutture ricettive al completo e visitatori che, seguendo la manifestazione lungo il tracciato, hanno colto l’occasione per esplorare sentieri, borghi e bellezze naturali della zona. La presenza di pubblico e accompagnatori ha ampliato la ricaduta economica e sociale dell’evento, confermando la Bike Marathon come leva per lo sviluppo del turismo sportivo sostenibile.
La risposta positiva di atleti, volontari, istituzioni e cittadini rafforza la crescita della manifestazione e ne consolida il ruolo come strumento di promozione territoriale. Con lo sguardo già rivolto all’edizione 2027, l’organizzazione punta a consolidare quanto costruito: più eventi collaterali per famiglie, ulteriori sinergie con le realtà locali e azioni mirate per ridurre l’impatto ambientale, continuando a raccontare, attraverso lo sport, l’autenticità degli Alburni.



















