Domenica 28 giugno la storica prova lucana tornerà a San Severino Lucano per celebrare la sua venticinquesima edizione. Un ritorno dal sapore speciale, perché proprio San Severino è stata la casa delle prime tredici edizioni di quella che è la prima marathon del Sud Italia. Un quarto di secolo di mountain bike nel Parco Nazionale del Pollino, un quarto di secolo di ruote grasse, salite, boschi, borghi, fatica e bellezza.
Negli ultimi anni la Pollino Marathon ha avuto in Terranova di Pollino il suo cuore pulsante, il suo piccolo teatro in quota, il paese dove i biker arrivano all’alba e trovano sempre qualcosa in più di un numero da attaccare al manubrio. Trovano volti, profumi, memoria, quella sensazione strana e bella di essere ospiti e allo stesso tempo di essere tornati in un posto conosciuto.
Prima del nuovo capitolo scritto da San Severino Lucano, vale allora la pena riaprire il cassetto delle ultime cinque edizioni. Non per nostalgia, ma per capire quanta strada abbia fatto questa gara e quante facce diverse abbia saputo mostrare il Pollino.
Nel 2021 la Pollino Marathon festeggiò la ventesima edizione con il doppio valore di prova del Trofeo dei Parchi Naturali e prova Prestigio di MTB Magazine. Dopo il caldo feroce della Marathon degli Aragonesi sul versante calabro, Terranova accolse i biker con temperature sotto i venti gradi e nuvole minacciose, ma la pioggia, educatamente, arrivò soltanto oltre il tempo massimo.

Il percorso disegnato da Pasquale Larocca fu un concentrato di mountain bike vera: salite lunghe, GPM oltre quota 1.600 metri, il single track di Timpa di Pietrasasso, discese nervose, scalini in legno, strappi in cemento e il finale tra le scalinate del centro storico di Terranova. A decidere fu una volata da grande gara: Di Salvo mise le sue ruote davanti a quelle di Colonna, rallentato nel finale da un chiodo conficcato nella ruota posteriore. Terzo Sirica. Tra le donne vinse Oksana Chornomorets davanti a Eleonora Valuzzi.
Nel 2022 la Pollino Marathon arrivò alla ventunesima edizione ancora in abito Prestigio. Circa trecento biker si ritrovarono a Terranova, nonostante la concomitanza con il Campionato Italiano Marathon avesse inevitabilmente tolto qualche nome importante alla prova lucana.
Dopo la discesa iniziale, la strada salì subito su rampe in asfalto a doppia cifra. Appena raggiunto lo sterrato, Vincenzo Saitta e Mirko Farnisi salutarono la compagnia. Gli altri li avrebbero rivisti solo dopo il traguardo. La gara pedalò ai piedi della Falconara, tra paesaggi brulli, quasi africani, e poi dentro la fitta vegetazione, fino al GPM di giornata a quota 1.750 metri.
Le insidie non finirono con la salita. Il sottobosco, le pozzanghere, la discesa dei Tre Confini, i canaloni scavati dall’acqua e il passaggio verso la Timpa di Pietrasasso fecero il resto. Quando Terranova sembrava ormai a portata di mano, arrivò l’ultima firma del percorso: la salita della Pietà, breve, dura, pronta ad aggredire le ultime energie rimaste. Fu lì che Saitta riuscì a mettere margine su Farnisi, conquistando la sua Pollino Marathon. Terzo il calabrese Luigi D’Amico. Tra le donne, successo lucano per Ilenia Fulgido.
Il 2023 fu invece l’anno del fango, delle ginestre e della memoria. La ventiduesima edizione portò circa quattrocento biker a Terranova e trasformò il borgo in un racconto a cielo aperto. Prima della gara, tra le viuzze del paese, la mostra fotografica dedicata alle edizioni passate ricordava a tutti che la Pollino Marathon non è soltanto una competizione, ma un pezzo di storia sportiva del Sud Italia. Il sabato, poi, furono i più piccoli della Pollino Marathon Young a prendersi la scena.
Una frana in quota impedì il passaggio sul vecchio tracciato, ma Pasquale Larocca riuscì in poche settimane a ridisegnare una gara comunque spettacolare. La Falconara venne affrontata dal versante opposto, con lo sterrato battuto sostituito da un terreno più argilloso, segnato dalle piogge abbondanti di una primavera strana. Niente polvere, dunque, ma pozzanghere, fango, ruote che affondano e scene da mountain bike vera. Scene capaci di tirare fuori più sorrisi che imprecazioni, soprattutto negli spettatori non protagonisti.
Davanti furono subito attivi Andrea Privitera, Adriano Luciano, Antonio Vigoroso e Angelo Parisi, mentre tra le donne Mara Parisi prese presto il largo. La corsa salì verso Piano della Giumenta, aprì lo sguardo dal Belvedere sulle vette del Parco, poi la scena passò ad Acqua Tremola, i Tre Confini e l’iconica Timpa di Pietrasasso. Quando il traguardo sembrava vicino, restava ancora il Calvario, ultimo strappo ripido in cemento.
Fu lì che Privitera riuscì a staccare Luciano e a volare verso la sua prima vittoria in una prova del Trofeo dei Parchi Naturali, bissando il successo ottenuto la domenica precedente all’Etna Nord Bike Race. Una vittoria tira l’altra, proprio come le ciliegie. Secondo Luciano, terzo Angelo Parisi, con Vigoroso quarto ma nuovo leader del TPN a pari punti con l’assente Spica. Tra le donne vinse Mara Parisi davanti a Ilenia Fulgido e Marseglia.
Nel 2024 Terranova raccontò ancora una volta la sua doppia natura. Borgo lento, profumato di sugo, polpette, funghi porcini e peperoni cruschi, ma capace di diventare velocissimo appena la gara imbocca la strada verso i boschi. La ventitreesima Pollino Marathon, settima prova del Trofeo dei Parchi Naturali, riportò il circuito sul versante lucano dopo la tappa calabrese della Marathon degli Aragonesi.
Il sabato furono ancora i più piccoli ad aprire le danze con il TPN Kids. La domenica, invece, toccò ai grandi. Dopo il passaggio nel corso del paese e la prima discesa controllata, la corsa si accese sulle rampe d’asfalto. Davanti si formarono presto i nomi più attesi: i tre Rolling Bike Vincenzo Saitta, Emanuele Spica e Gianpaolo Ficara, insieme agli altri pretendenti alla generale del TPN, Adriano Luciano, Francesco Mignoli e Antonio Vigoroso.
Ficara impose il ritmo nelle prime salite, tirando il collo al gruppo e colorando i tornanti verso le quote più alte, non lontano dall’area dei pini loricati. Dopo il primo scollinamento i Rolling provarono ad avvantaggiarsi, ma nella successiva discesa in single track i magnifici sei tornarono insieme. Dalla seconda salita verso Piano Giumenta iniziò un lungo tira e molla, fino a quando, a metà gara, Saitta e Spica forzarono il ritmo e salutarono la compagnia.
Ficara fu prima rallentato da una foratura al posteriore e poi definitivamente messo fuori gioco da una seconda foratura. Con Saitta e Spica ormai in controllo, alle loro spalle la lotta si spostò sul terzo gradino del podio. Nel finale, sulla salita dura ed esposta al sole, Luciano riuscì a mettere metri importanti tra sé e Mignoli, mentre Vigoroso fu vittima di una brutta caduta con lussazione alla spalla a pochi minuti dal traguardo.
Sul traguardo arrivarono insieme Saitta e Spica, con Saitta ad alzare le braccia. Per lui fu una vittoria pesantissima: terza Pollino Marathon vinta su tre partecipazioni, dopo i successi del 2019 e del 2022. Addirittura quattro su quattro contando anche la vittoria da sedicenne sul percorso Granfondo. Terzo Luciano, leader TPN, davanti a Mignoli. Tra le donne vinse ancora Mara Parisi, rafforzando la sua maglia di leader del Trofeo dei Parchi Naturali davanti ad Anna Ciccone e Daniela D’Alessandro.

Circa trecento biker invasero all’alba le viuzze del borgo lucano. Prima della partenza, ancora una volta, la mostra fotografica dedicata alle passate edizioni, curata con passione dalle famiglie Ciminelli e Lufrano. Ai nastri di partenza c’erano tutti i pretendenti al titolo finale del TPN.
La prima salita verso Timpa San Lorenzo e Timpa Falconara fece subito selezione. Francesco Mignoli, leader della generale, scandì il ritmo, con Vigoroso, Rosario Signorello e Andrea Privitera nelle posizioni calde della corsa. La seconda parte, verso Piano della Giumenta, cambiò il volto alla gara. Privitera forzò il passo, guadagnò qualche secondo su Mignoli e Vigoroso, mentre Signorello venne rallentato da una foratura.
Da lì il portacolori Rolling Bike gestì con intelligenza, soprattutto nelle discese finali, evitando rischi inutili e presentandosi per primo tra gli applausi di Terranova. Per Andrea Privitera fu la seconda vittoria alla Pollino Marathon dopo quella conquistata nel 2023. Alle sue spalle arrivò Mignoli, a tre minuti, rafforzando però la leadership nel Trofeo dei Parchi Naturali. Terzo Signorello, a sei minuti. Tra le donne vinse ancora Mara Parisi, davanti a Martina Normanno, con la testa già rivolta al Campionato Italiano della settimana successiva, dove la lucana della Bike&Sport conquistò la sua prima maglia tricolore di specialità.
Nella Granfondo, bella sfida tra due giovani da tenere d’occhio: Pietro Elia ebbe la meglio su Ivan Diomede per appena 14 secondi, dopo una battaglia entusiasmante. Tra le donne successo per Rossella Diezzo.
Cinque edizioni, cinque racconti diversi. La volata Di Salvo-Colonna del 2021, la fuga siciliana di Saitta e Farnisi nel 2022, il fango e il Calvario di Privitera nel 2023, il dominio Rolling di Saitta e Spica nel 2024, il ritorno vincente di Privitera nel 2025. In mezzo, sempre lui: il Pollino. Con i suoi boschi, le sue quote, le sue discese, le sue salite interminabili e i suoi borghi capaci di trasformare una gara in un appuntamento di comunità.
Questa Domenica il testimone ripasserà a San Severino Lucano, un modo per ricordare da dove tutto è cominciato e, allo stesso tempo, per guardare avanti.
Perché dopo venticinque anni, la Pollino Marathon continua a fare quello che le riesce meglio: portare i biker dentro il Parco, e portare il Parco dentro il cuore dei biker.
Avete tempo fino a Giovedì 25 alle 22:00 per iscrivervi.
Iscriviti alla Pollino Parathon
