Il 24 maggio l’evento più atteso dell’anno porterà in Calabria i migliori interpreti italiani della mountain bike marathon. In palio ci saranno le maglie tricolori, su un percorso di 76 chilometri e 2600 metri di dislivello.Il campionato italiano è la gara che per tanti, pro e anche master, vale un'intera stagione o un'intera carriera: una corsa che vale il tricolore non è mai una gara qualsiasi: si studia, si aspetta, si teme, si sogna… ma quando finalmente arriva, non dà più spazio ai calcoli.
La differenza a Reggio la faranno le salite. Sul terreno argilloso, nei cambi di ritmo, nei tratti più ripidi. Già nella parte iniziale, sul Muro del Pianto, le pendenze saranno molto severe, intorno al 30%. Già qui la corsa potrà cominciare a perdere pezzi, prima ancora che a disegnare un vincitore.
Sarà una gara da gambe, certo, ma anche da lucidità. Perché una marathon tricolore non perdona chi si accende troppo presto, ma nemmeno chi resta ad aspettare quando gli altri cominciano a fare sul serio.
Gli ultimi segnali arrivati dal calendario nazionale e internazionale sembrano indicare tre nomi su tutti: Jakob Dorigoni, Stefano Goria e Gioele De Cosmo.
A Castro erano già lì davanti, a fare la corsa: i due uomini della Torpado Kenda FSA, Dorigoni e De Cosmo, insieme all’uomo della Scott Racing Team, Stefano Goria. Una prima indicazione pesante, perché la Castro Legend Cup, pur con caratteristiche diverse, ha messo in mostra valori chiari e una condizione già molto avanzata.
Poi è arrivata Capoliveri, sabato scorso, su un percorso che per certi versi può ricordare Reggio Calabria: discese veloci, scorci sul mare, ritmo alto e salite dure. Anche lì, il podio ha parlato la stessa lingua: primo Jakob Dorigoni, secondo Stefano Goria, terzo Gioele De Cosmo.
Due indizi non fanno una certezza, ma quando gli stessi uomini si ritrovano davanti in appuntamenti così importanti, il messaggio diventa piuttosto chiaro. Dorigoni, Goria e De Cosmo arrivano a Reggio Calabria come i tre candidati più credibili alla conquista della maglia tricolore. Con un dettaglio che aggiunge pepe al pronostico: nessuno dei tre ha mai vinto il titolo italiano marathon assoluto.
Per loro, dunque, Reggio non sarà solo una gara da vincere. Sarà una porta da sfondare.
Alla luce degli ultimi risultati, il Campionato Italiano Marathon sembra apparecchiarsi anche come una grande sfida tra due blocchi. Da una parte la Torpado Kenda FSA, che potrà contare su Dorigoni, De Cosmo e su un uomo che quando in palio ci sono maglie importanti raramente resta dietro: Fabian Rabensteiner.
L’altoatesino ha già vinto il titolo italiano marathon e sa perfettamente come si affrontano le giornate in cui la posta in palio non è soltanto una classifica, ma una maglia da portare addosso per un anno intero. Ha già conquistato il tricolore nel 2024 a Letojanni, in Sicilia, e nel 2022 a Casella, in Liguria. Rabensteiner che nel suo palmarès vanta anche una maglia di campione europeo. Se Dorigoni e De Cosmo rappresentano il momento caldo della Torpado, Rabensteiner porta con sé l’abitudine ai grandi appuntamenti.
Dall’altra parte ci sarà la Scott Racing Team, con Stefano Goria in grande condizione e Andrea Siffredi, il campione italiano marathon in carica. Siffredi ha vinto il titolo 2025 a Borno, in Val Camonica.
Ma il tricolore raramente si lascia chiudere dentro due sole squadre. Tra gli uomini bisognerà tenere d’occhio anche Dario Cherchi, portacolori della Lee Cougan, da anni a ridosso dei primissimi, attenzione a Jacopo Billi, dell’Olympia, corridore esperto.
Su un percorso duro, lungo e selettivo, Diego Rosa, del Fol Mtb, che il tricolore l'ha conquistato già nel 2023, è un altro corridore che non può essere considerato una semplice alternativa. Occhio naturalmente ai due padroni di casa: Saitta e Spica, i due della Rolling Bike conoscono a memoria ogni centimetro del tracciato, un aspetto da non sottovalutare.
Anche tra le donne il dislivello della prova reggina sembra destinato a pesare parecchio. La sfida più naturale, almeno sulla carta, sembra quella tra Claudia Peretti, Olympia, e Sandra Mairhofer, portacolori della Lee Cougan. Due atlete capaci di esaltarsi quando bisogna restare dentro la corsa per ore, salita dopo salita.
Mairhofer e Peretti hanno già dimostrato di essere tra le scalatrici più forti in Italia.
Il profilo dell’Aspromarathon, con i suoi 76 chilometri sembra fatto per premiare atlete complete, capaci di tenere insieme potenza, resistenza e lucidità.
Ma guai a dimenticare Debora Piana, campionessa italiana marathon in carica. Tra le possibili outsider, attenzione anche a Giorgia Marchet, Torpado Kenda FSA. Atleta da cross country che ha già saputo vincere qualche Marathon, come a Castro nel 2025.
Manca poco al grande evento, il 24 maggio Reggio Calabria assegnerà due maglie elite e tante maglie master. Racconterà lo stato dell’arte della marathon italiana. Dirà se il momento d’oro di Dorigoni, Goria e De Cosmo saprà trasformarsi in un titolo. Dirà se Siffredi riuscirà a difendere il tricolore.
Dirà se Rabensteiner saprà ancora una volta accendersi nella giornata che conta. Dirà se Rosa, Cherchi, Billi, Saitta, Spica, o qualcun altro riusciranno a infilarsi nella lotta quando la corsa comincerà a bruciare davvero.
Tra le donne, dirà se il duello tra Peretti e Mairhofer sarà davvero il filo principale della gara, o se Debora Piana riuscirà a ricordare a tutte che la campionessa uscente non è mai una nota a margine. E magari dirà anche se una outsider come Giorgia Marchet potrà trasformare tecnica e coraggio in qualcosa di più grande.
Una cosa, però, è già certa: il Campionato Italiano Marathon di Reggio Calabria non sarà una corsa da aspettare troppo. Il mare accompagnerà le discese, l’Aspromonte metterà il suo nome sullo sfondo, ma saranno le salite, il fondo argilloso e il Muro del Pianto a chiedere il conto.
E quando una salita arriva al 30%, di solito non fa domande gentili.
Fa selezione.
I Rolling Bike vi aspettano numerosi.
