La Marathon del Vulture si prepara a vivere una giornata speciale. Domenica 3 maggio, la gara organizzata dall’UCD Rionero Il Velocifero tornerà nel calendario del Trofeo dei Parchi Naturali, portando con sé il fascino di un territorio ancora tutto da scoprire per molti biker.
Per la manifestazione lucana sarà la decima edizione, un traguardo importante per una società che arriva dal mondo della strada, dove ha maturato esperienza e cultura organizzativa, ma che non ha mai nascosto il proprio interesse per le ruote grasse. La Marathon del Vulture aveva già fatto parte del Trofeo dei Parchi Naturali nel 2018, quando fu valevole come nona prova del circuito. Quest’anno rientra nel circuito come terza prova del TPN e sarà valida anche per il circuito pugliese.
Sarà una gara particolarmente interessante, e forse proprio per questo molto aperta. Il Vulture, infatti, non è ancora un terreno conosciuto da tutti gli specialisti della mountain bike marathon. Molti atleti si troveranno davanti un fondo inedito, diverso dal solito, modellato dalla natura vulcanica dell’area. Una terra particolare, compatta, scura, che darà alla corsa una firma tutta sua. Non solo una gara da gambe e cuore, dunque, ma anche da interpretare chilometro dopo chilometro.
I numeri sono già incoraggianti: a oggi sono circa 300 i preiscritti, ma le adesioni sono destinate a crescere nelle ultime ore. Il termine ultimo per iscriversi è fissato a giovedì alle ore 22. Gli organizzatori sono al lavoro sul tracciamento dei percorsi, che entro giovedì saranno completamente segnalati.
Due i percorsi previsti. La Marathon misurerà 60 chilometri con 1.750 metri di dislivello, mentre la Mediofondo proporrà 40 chilometri e 1.150 metri di dislivello. Il tracciato sarà quasi interamente su sterrato, con una percentuale che sfiora il 80%, lasciando all’asfalto solo alcuni tratti in partenza e arrivo e pochi lungo il percorso. Le strade saranno ampie, con pochi single track: una caratteristica che renderà la gara veloce, con distacchi probabilmente contenuti e una selezione destinata a costruirsi più per ritmo, fondo e salite che per imbottigliamenti o passaggi tecnici estremi.

La quota massima della gara sarà intorno ai 1.100 metri, nella zona sopra Monticchio, altro nome simbolo del Vulture. I Laghi di Monticchio, il Lago Grande e il Lago Piccolo, con la chiesetta che guarda sull’acqua, saranno uno degli elementi più suggestivi del racconto. Qui il paesaggio cambia passo: boschi, salite, scorci improvvisi e quella sensazione di entrare in un territorio magico.
Da Monticchio, intorno al trentesimo chilometro, il percorso lungo e quello medio torneranno a condividere parte della gara. Un altro punto molto atteso sarà la salita verso il passo 113, il cosiddetto Passo dei Prigionieri, circa 2,5 chilometri con pendenze importanti. È lì che, con ogni probabilità, la corsa potrebbe trovare il suo momento decisivo. Già lo scorso anno, nella zona sopra Monticchio, si era creata la differenza tra i protagonisti.
La Mediofondo avrà invece un andamento più nervoso e continuo, un vero percorso “mangia e bevi”, con salite brevi da un chilometro o un chilometro e mezzo, continui saliscendi e poco tempo per respirare. Non sarà una passeggiata, ma una gara da rilanciare spesso, dove chi saprà tenere alta la velocità potrà fare la differenza.
Attenzione particolare andrà prestata alla discesa verso Monticchio, dove alcuni lavori hanno reso il tratto più delicato e richiederanno prudenza. Per il resto, le condizioni annunciate sembrano ideali: temperature previste intorno ai 21-22 gradi, perfette per una giornata di mountain bike.
Sul piano dei servizi, saranno presenti tre ristori per la Marathon e due per la Mediofondo. Il pasta party sarà curato dall’Istituto Alberghiero di Melfi, con prodotti tipici locali. Anche il pacco gara racconterà il territorio, con prodotti tecnici e specialità della zona. Non mancheranno l’Aglianico del Vulture, i produttori locali, i sapori dei borghi e delle cantine vicine: perché il Vulture non è soltanto una montagna da scalare, ma un mondo da assaggiare.
La Marathon del Vulture arriva dunque nel Trofeo dei Parchi Naturali con il fascino delle gare ancora da scoprire: quelle che non hanno ancora una storia scritta per tutti, ma proprio per questo possono sorprendere. Una gara veloce, su fondo vulcanico, tra boschi, laghi, borghi arbëreshë e strade ampie dove il vento, il ritmo e le salite potranno disegnare la classifica.
Il 3 maggio, a Rionero in Vulture, la terza tappa del Trofeo dei Parchi Naturali promette di essere una di quelle prove capaci di lasciare un segno: sulle gambe dei biker, certo, ma anche nella memoria di chi ama scoprire territori nuovi pedalando.
Siate numerosi, il Vulture saprà sorprendervi.
