Appunti di Gara

La mia HERO

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Ato Fedon, nostro amico e assiduo frequentatore del Trofeo dei Parchi Naturali, racconta la sua esperienza alla HERO


Parola magica per tutti gli appassionati di MTB. Parola che incute timore, rispetto, bellezza infinita.
Inferno e Paradiso. Qualcosa di difficilmente conseguibile, quasi onirico, ma per i pochi che raggiungono il traguardo, sprigiona in loro un insieme di orgoglio e fierezza.
Parto da casa due giorni prima della gara. Voglio prepararmi con calma e vivere questa esperienza meravigliosa al meglio.
Arrivo nella mattinata a Selva di Valgardena e subito ritiro il ricco pacco gara.
Organizzazione perfetta. Nessuna fila. Il sistema di prenotazione funziona perfettamente.
Scarico l’ auto di tutti i miei bagagli e subito mi preparo per un’ uscita in MTB con Vale e Stephen, il mio amico Maltese.
Destinazione il Dantercepis, prima difficile e meravigliosa salita della Hero 2021 con i suoi 750 m/ dislivello.
Quest’ anno percorro solamente 400 Km di allenamento, gare comprese (praticamente nulla) e dovro’ necessariamente gestire al meglio le mie forze e per la prima volta nella mia vita sportiva, controllare tutte le mie funzioni, MTB compresa, per poter cosi’ ultimare i 90 Km con i 5000 m/disl
Provo la salita del Dantercepis con una frequenza cardiaca di appena 135 battiti. Sale a 140 solamente nelle salite piu’ ripide.
Salgo bene, con poca fatica e con un tempo per me molto buono.
Mi convinco perche’ questa possa essere la mia frequenza per tutta la gara.

Rivedo amici che non vedevo da tempo ed ho l’ immediata conferma di quanto l’ amicizia conti per un ciclista. Ci mancano gli abbracci, sopperiti comunque
dalle ns. allegre battute e da qualche buon boccale di birra.

Si avvicina il giorno della gara.
Partiro’ con il n. 1300 in 5a griglia.
L’ emozione mi accompagna sempre prima di una gara, essa sia di sci o di MTB.
La sera prima mi faccio convincere da Stephen a cenare con pollo, riso in bianco ed acqua. Anche se non pienamente convinto, cosi’ faccio.
Alla fine della cena, piano piano mi alzo e cerco di uscire.
Dove vai? Mi chiedono.
Ed io candidamente: “a mangiarmi una pizza con una bella birra gelata!”
Cerchero’ anche piu’ tardi ed in  camera mia,  di divorarmi il pacco di Loacker regalato dall’ organizzazione.

Dormo bene e alle 5.00 tuona la sveglia. Mi alzo, doccia e mi preparo per la ricca colazione.
La sala e’ gremita da numerosi ciclisti, ma regna comunque il silenzio. Ognuno di noi e’ concentrato, assorto nei suoi pensieri.
Rivediamo mentalmente la gara che ci vedra’ protagonisti di li’ a poco. Sappiamo che ci attenderanno molte ore di fatica e di concentrazione.

Musica, mascherine, allegria per confondere l’ emozione:
5,4,3,2,1 VIAAA!!!
Si parte!!!

Scatto bene. Mi piace partire bene. Pochi centinaia di
metri e mollo mettendomi alla frequenza prefissata. Mi supera il mondo intero. Sono inkazzato con le mie folli limitazioni perche’ voglio andare! Voglio fare la mia gara come sempre! Non sopporto il farmi superare volutamente. Ma cosi’ e’!
Raggiungo il Dantercepis in 1 ora. In cima Vale, Nathalie e con bella sorpresa l’ amico Carlo!
Qualche foto e giu’ in pikkiata verso il Passo Gardena prima e Corvara poi. Bella discesa, fatta in velocita’(ragionata).
Ottimo anche il tempo(per me) al Campolongo e ad Arabba.
Tra poco iniziera’ la difficilissima salita dell’ Ornella con punte al 33%. Tutti spingiamo le ns. bike su quella stradina difficilissima e ripidissima. Guardo intorno a me e vedo molti giovani ciclisti. Bene penso. Meglio in mezzo ai giovani che vanno, perché significa che neanche tu vai male…
Usciti dalla Ornella e per raggiungere il Sorasass, fango in sentiero e fuori.
Alzo lo sguardo e vedo i gironi dell’ inferno Dantesco con tutti i dannati (ciclisti) in fila che avanzano lentamente attraverso una strada scavata nella neve alta ancora dai 3 ai 4 m.
Plauso ai paesi che con la loro gente hanno scavato, lavorato, con badili e gatti delle nevi per permetterci il passaggio.
Dal Pordoi giu’ verso Canazei e ancora su verso il Passo Duron.
A Canazei sono stanco, pero’ le gambe girano ancora bene.

Davanti a me una bellissima ciclista. La guardo raggiungendola, sposto lo sguardo su qualche bella sua curva, mi sbilancio e “sbramm”, centro un ciclista a me vicino.
Lo stesso mi guarda un po’ inkazzato ma io prontamente urlo:”e’ sua la colpa! guardavo le sue bellezze e mi sono sbilanciato”. Grande risata di tutti, bella ciclista compresa!
Raggiunto il Duron mi aspetta una lunga discesa impegnativa dove la concentrazione deve essere ancora al massimo.
Mancano ancora circa 20 Km. Intorno a me ancora molti ciclisti…
Rivivo tutta la gara, la fatica fatta, le difficolta’, la gente che superata la salita della Ornella e sul piano continuava a spingere la loro Bike invece di salirci e pedalare….

Finalmente vedo in lontananza il paese di Selva di Valgardena, sento il suono delle sue campane…, faccio gli ultimi Km sereno ma concentrato.
Il traguardo e’ vicino…, mi alzo sui pedali e scatto superando la linea dell’ arrivo!
E’ fatta!

P.S.: un grande augurio di pronta guarigione all’ amico Maurizio infortunatosi durante lo svolgimento della gara sopra il Campolongo. Forza Maurizio!
La mia HERO
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