Gravel

Tour delle Marche, seconda e terza tappa

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Un preziosissimo contributo: appunti di viaggio di Ato Fedon, in giro per le Marche.
Seconda tappa, Sant’ Angelo in Vado-Matelica. - 132 Km, 2200 dislivello

Piove forte, come da previsione.
Non e’ il massimo per un ciclista, pero’ prepariamo le ns. Bike Gravel ed usciamo.
Nelle prime due ore pedaliamo con vento, pioggia e freddo, ma accompagnati dal delizioso profumo delle ginestre che lungamente costggiano la ns. strada in salita.
Raggiungiamo due valichi, ognuno ad una altitudine di circa 700 m/slm.
Freddo in discesa.
Alla base dell’ ultima discesa, un paese con centro storico bello ed addobbato con finiture fiorate sulla piccola piazza.
Il paese e’ Apecchio.

Riprendiamo la ns. pedalata sempre sotto una pioggia fredda e battente.
Verso mezzogiorno Giorgio mi dice:
“Anche se non sarebbe una specialita’ del posto, qui fanno un ottima carbonara!”
Ed e’ vero!

Il tempo migliora e ci avviciniamo alla fine della ns. tappa di Matelica.
Giorgio e’ in forma: pedala bene e con velocita’. Io tento di stargli “in ruota”, sfruttando la sua aerodinamicita’. Non sempre ci riesco e il mio Kapitano a volte mi scappa (per la verita’ molto spesso!).
Mi ritrovo solo.
In lontananza vedo un ciclista che sembra arrancare.
Il solito sciocco istinto agonista: “Lo vado a prendere e lo supero!”
Lo affianco, saluto e lo supero.
Vedo le sue enormi cosce da ciclista.
Mi vergogno averlo superato.
Ci conosciamo e Samuele Scottini, quello che ho stupidamente superato, e’ un campione di gare di Gran fondo!
Che figura meschina ho fatto!
Inoltre e’ un ragazzo meraviglioso che si ferma a bere un caffe’ con noi a Matelica!
Tappa finita.

Terza tappa. Matelica-Amandola. 133 Km, 2300 dislivello

La pioggia ci accompagna sempre.
Si parte pedalando in discesa ed e’ bellissimo. Visitiamo dei paesi antichi fortemente danneggiati dal terremoto e ricostruiti con perizia certosina.
Pedaliamo bene.
Superati i 50 Km Giorgio mi dice:
“Dai, arriviamo ai 70 Km e ci fermiamo per pranzo”.
“Pronto”, gli rispondo!
Mi metto in ruota e non mollo.
Strada in continua salita, ma di pochi gradi.
Il mio Kapitano mi fa da gregario e mi tira per 20 Km come una locomotiva.
A volte sono tentato di mollare, ma non lo faccio, finche’ raggiungiamo il posto prefissato.
Ottima pasta all’ arrabbiata.
Si riparte verso il Lago di Fiastra.
Il tempo peggiora. Siamo soli, ma accompagnati da tuoni, lampi e pioggia battente.
Salite impegnative con ripide discese e, nel sali-scendi, raggiungiamo il Lago.
Il tempo dietro di noi continua a peggiorare ed ho la brillante idea di proporre a Giorgio la strada alternativa per raggiungere Amandola.
Scelta azzeccata pienamente.
Ci ritroviamo ad affrontare 15 Km di salita all’ 8%. Oltre 1000 m dislivello!
Dura!
Molto dura raggiungere la vetta a 1500 m di altitudine.
E con bike di almeno 25 Kg.
Pero’ anche in questa occasione io e Giorgio ci siamo sganassati dalle risate!
Discesa di 16 Km con curve paraboliche dove io ed il Kapitano abbiamo pilotato le ns. bike con divertente perizia.
Raggiungiamo Amandola stanchini.
La ns. terza tappa doveva essere di recupero, ma cosi’ non e’ stato.
In 3 gg. superiamo i 400 Km con oltre 7000 m dislivello.
Ed io che pensavo il giro della Marche fosse una bella passeggiata!

A volte penso di essere sulle mie Dolomiti!
Giorgio Ferretti e Ato Fedon
 
Tour delle Marche, seconda e terza tappa
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