Grand Prix Centro Italia Giovanile

Conosciamo Filippo Agostinacchio

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Grande temperamento; sempre alla ricerca di quello che è il miglioramento a livello di preparazione, di guida del mezzo meccanico, ed ovviamente del risultato.
E’ un gran combattente: non molla mai. E’sicuramente un vincente. Ma dietro alle sue prestazioni, alle sue vittorie, si cela una grande voglia di sacrificio, di tenacia, di allenamenti mirati. Chi ama la mountain bike, ed il ciclocross, lo conosce benissimo
Ecco Filippo Agostinacchio, uno dei giovani più promettente del movimento del settore fuoristrada italiano.

Filippo è nato il 26 Aprile 2003 ad Aosta, dove risiede, studente al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane Regina Maria Adelaide Aosta, indirizzo Scienze Applicate: classe terza. Lo abbiamo contattato, perché nel 2019, Filippo si è messo in evidenza anche all’interno del nostro circuito. E poi perché è un ragazzo che merita anche il suo spazio mediatico.

Ma conosciamolo bene
Sono sempre stato un ragazzo attivo fisicamente. I miei genitori mi hanno fatto provare molti sport da piccolo, ma solo alcuni li ho praticati con costanza nel tempo. Ho praticato tennis per qualche anno, atletica per un anno, ma i due sport che hanno segnato la mia infanzia sono stati ginnastica artistica e mountainbike. A un certo punto ho dovuto scegliere tra le due, dato l'elevato carico di lavoro e le diverse capacità motorie richieste da questi due sport. Ho scelto la bicicletta, semplicemente perché mi sentivo più libero a pedalare che dentro una palestra. Sono comunque convinto che quest'ultima mi sia stata più che utile nella formazione del fisico che ho adesso. Sono molto contento di aver scelto il ciclismo, perché più vado avanti, più mi appassiona. Per quanto riguarda i risultati ottenuti, nella ginnastica sono molto relativi perché, essendo piccolo, ero in categorie inferiori. Con il ciclismo sono sempre stato un passo indietro nei giovanissimi, ma questo mi ha solo dato una spinta in più, e qualche risultato l'ho ottenuto nelle categorie giovanili, anche se il quello più grande è la mia maturazione mentale e crescita individuale come atleta e come persona

Come ti sei avvicinato alla mtb?
Mi sono avvicinato alla MTB grazie a mio papà, che era già un appassionato di ciclismo e ha provato ad entrare nel mondo dell'agonismo più o meno quando io ero G3. Dopo un anno di transizione, ha fondato una nuova squadra, la famosa, nonostante di non lunghissima durata, Pila Bike Planet. Ero uno dei piccoli che formavano il settore divertimento dei giovanissimi, ma c'era anche quello semi agonistico di esordienti-allievi. Sono cresciuto con gli esempi in squadra di molti pluricampioni italiani cross country e anche la vice campionessa del mondo juniores, tutti allenati da mio papà, che da buon pragmatista si era fatto una cultura sul ciclismo

Quindi ricordiamo il tuo cammino a livello di società
Ho corso nell'ordine con i Diavoli di Sarre (G2), Pila Bike Planet (G3-ES2), XCO Project (AL1-AL2), con il prestito temporaneo nel ciclocross al Team Bramati da AL2 e JUN1). Ora corro per la Scott Italia Libarna

Praticare la mtb per te cosa significa?
Ho riscoperto da poco il motivo reale per cui pratico MTB: quando sono sulla sella, mi sento me stesso. La settimana del 4 maggio sono uscito a farmi dei bellissimi giri in solitaria tra la natura e questo ha permesso di accendere di nuovo la passione enorme che provo per questo sport

Cosa ti piace di più di questa specialità?
La specialità del cross country olimpico (XCO), che è quella dove ho sempre avuto le sensazioni migliori, è molto sottovalutata nel panorama ciclistico in generale, ma meriterebbe molto di più. Basti a pensare alla maggior facilità logistica di un evento di XC che di una gara di strada, alla maggior spettacolarità (tutto il percorso nel raggio di 4 km con il pubblico in grado di spostarsi da un posto all'altro rapidamente). E' la mia disciplina preferita, insieme al ciclocross, perché richiede delle abilità complete: se vinci nel cross country non lo fai per fortuna. Devi essere capace di performare sotto tutti i punti di vista. Dopo una salita fuori soglia ti lanci in discesa a mille senza aver tempo di recuperare. Inoltre non c'è molta tattica di squadra, quindi ti insegna a contare solo sulle tue capacità e ad essere autonomo, a differenza della strada, dove l'apporto dei compagni è fondamentale. Per ora, anche se ho in programma di avvicinarmi alla strada, non credo di accettare proposte da squadre di quel settore se mai dovessero arrivare: preferisco essere un lupo solitario e imprevedibile, non dover rendere conto e dipendere da nessuno

Il percorso che ti piace di più?
Il percorso che mi piace di più, anche se non ho avuto la possibilità di provarlo ancora, è Nove Mesto. Sarebbe incredibile gareggiare su un percorso così tecnico ma allo stesso tempo molto fisico

Le tue più belle vittorie?
Ogni vittoria per me conta alla pari delle altre. Alcune in particolare però sono rimaste nel mio cuore, anche nella disciplina del ciclocross. Nell'XC, quelle che mi porto più appresso sono l'europeo eliminator e la vittoria al Monte Tamaro da AL2. Nel ciclocross, la gara più bella nel ciclocross è stata la vittoria all'internazionale di Aigle, al primo anno tra gli juniores partendo dall'ultima fila

La tua più bella soddisfazione?
Ogni vittoria per me conta alla pari delle altre. Alcune in particolare però sono rimaste nel mio cuore, anche nella disciplina del ciclocross. Nell'XC, quelle che mi porto più appresso sono l'europeo eliminator e la vittoria al Monte Tamaro da AL2. Nel ciclocross, la gara più bella nel ciclocross è stata la vittoria all'internazionale di Aigle, al primo anno tra gli juniores partendo dall'ultima fila

Delusioni
Delusioni? Tutti i campionati italiani. Molti di quelli che leggeranno la mia risposta si chiederanno come facciano 3 secondi posti a un campionato italiano ad essere delle delusioni. Saranno molto più d'accordo sui due DNF rispettivamente da AL1 XCO e JUN1 CX. Qualunque sia il risvolto, la mia più grande delusione arriva sempre agli italiani, da 5 anni a questa parte. Sono come maledetti, e un po' mi sta bene perché ogni anno che non lo vinco ne esco più forte, anche se ogni tanto ripenso a cosa sarebbe cambiato se non avessi fatto certi errori. In tutte le stagioni sono sempre stato quello più costante della mia categoria, per poi finire o battuto o fregato da foga e tensione nel giorno clou. Sono ancora in tempo per rimediare per fortuna

Come prepari un evento importante come un italiano?
Ogni italiano che passa che non vinco, la tensione si accumula. Sono consapevole che dovrei iniziare a trattarla come una gara qualunque, ma non è facile

Ti considerano tra i più talentuosi biker del movimento nazionale. Sei d'accordo?
Io non mi giudico mai, perché lo trovo un atteggiamento supponente. Sono anche uno che parla poco e preferisce far parlare i fatti. Se la gente pensa che sia uno tra i più talentuosi, ne prendo atto, ma non mi siedo su queste cose e lavoro duro perché le loro convinzioni si materializzino

Ti abbiamo visto l'anno scorso in alcune prove del Gp Centro Italia Giovanile mtb. La tua opinione sul circuito, sui percorsi, sul piano organizzativo
L'anno da AL2 è stato il primo anno a cui ho partecipato ad alcune gare del GP Centro Italia. Nonostante il lavoro da fare sia ancora lungo sotto il punto di vista dei percorsi, molto fisici ma poco tecnici, l'organizzazione era più che buona. Alcune di queste gare sono tra quelle che mi porto dietro perché mi fanno rendere conto delle mie capacità nei momenti più bui. Vedi le rimonte di Esanatoglia e Barga

Ricordiamo che Filippo aveva vinto a Gualdo Tadino, ad Esanatoglia ed a Barga giungendo quarto nella generale disputando tre delle sei gare in programma. Lo ricordiamo anche grande protagonista a Pila, ai campionati europei giovanili vincendo il titolo continentale nell'Xc Eliminator.
Si parla di congelare le categorie per quest'anno, ovviamente in caso non ci fosse la possibilità di correre. Che ne pensi?
Il congelamento delle categorie non sarebbe una brutta idea, ma comunque rimangono delle problematiche che non è mio compito risolvere. Io mi adatto abbastanza in fretta. L'idea di rifare il primo anno da junior mi elettrizza perché mi permetterebbe di competere di nuovo contro l'atleta che voglio raggiungere nel futuro prossimo: Thibau Nys. E' strano, ma preferisco stimolare la mia grinta con i più forti piuttosto che competere con quelli al mio stesso livello, perché fa migliorare molto più in fretta

Cosa ti manca di più in questo periodo?
Oltre alle classiche cose che mancano a un ragazzo di 17 anni in questo periodo, sento proprio un vuoto incolmabile, la mia voglia incontenibile di tornare a solcare un tracciato con i miei avversari per spostare i miei limiti. Oltre a questo, appena prima dell'inizio del lockdown ho perso un mio grande amico di cui sento la mancanza anche se aveva deciso di trasferirsi in capo all'Italia per studiare e non lo vedevo da qualche mese, ma solo il pensiero di non poterlo più rivedere mi continua a tormentare, di tanto in tanto

Come ti stai allenando ?
In questo periodo ho studiato, mi sono documentato, ho fatto ricerche e ho capito molte cose sull'allenamento e quindi ho più consapevolezza dell'utilità di quello che mio papà/allenatore mi fa fare. In generale, ho aumentato il lavoro a corpo libero e la multidisciplina (sessioni di corsa e salto alla corda), oltre a mangiare km sui rulli, anche se, proprio in questo esatto momento, dovendo recuperare da un fastidio all'anca che mi perseguita da questo inverno, sto cercando di riposare il meglio possibile per ritornare al carico di lavoro che voglio

Il biker o ciclista che stimi molto?
Fa strano che il ciclista che più mi affascina sia solo di un anno più grande e io abbia già avuto la possibilità di gareggiarci contro, però è vero: credo che il modello di atleta da seguire sia quello di Thibau Nys per la determinazione, la costanza la professionalità che mette in ogni singola cosa che fa

Il tuo sogno nel cassetto da sportivo e non
Vestire la maglia iridata. Se fallissi da ciclista penso di diventare ingegnere informatico

Ringraziamenti
Un grazie alla mia famiglia ed al mio papà-allenatore Fabio
 
Filippo Agostinacchio
Filippo Agostinacchio maglia azzurra anche nel #ciclocross
Conosciamo Filippo Agostinacchio
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