Trentino MTB

L'importanza di chiamarsi Leader

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photo credits ©Daniele Mosna



Trentino MTBAbbiamo imparato a riconoscere due paia di occhi belli guardando i volti delle centinaia di volontari che in questi ultimi mesi hanno ridato identità al nostro territorio, aiutando i sentieri a ritrovare la strada perduta nella tempesta. Gli stessi occhi belli li vediamo in colui che attualmente, dopo la seconda tappa, indossa la maglia di leader del Circuito Trentino Mtb. Siamo orgogliosi oltremodo che Andrea Righettini (Olympia Factory Team) sia un ragazzo trentino, ma ancor più di questo, siamo orgogliosi di poter parlare del Circuito attraverso la sua (bella) immagine.


“Il Circuito che vogliamo” è una realtà che crede fortemente nella potenza dello sport come linguaggio universale per comunicare valori profondi. In questi mesi vi abbiamo raccontato dei nostri volontari e del loro immane impegno per il ripristino dei sentieri stravolti dalla tempesta Vaia.
Oggi vi parliamo dell’importanza di “dare l’esempio” con il proprio credere e il proprio fare. Ha una luce diversa se a dare l’esempio non è un adulto, ma un giovane uomo che ha fatto della passione per uno sport, un obiettivo di vita.

Dopo la seconda tappa del Circuito, tenutasi sull’Alpe Cimbra domenica 19 maggio scorso, è un ragazzo trentino che indossa e difende la maglia di leader maschile del Circuito. Si chiama Andrea Righettini, ha 27 anni, abita a Brentonico e corre per l’Olympia Factory Team. Lo conosciamo attraverso le sue battute a fine gara, dopo tanta fatica sempre un grande sorriso. La maglia di leader così, gli dona proprio.

Ci piace vedere Andrea indossare una maglia di leader e sentirgli dire che “si può sempre migliorare, c’è sempre qualcuno a cui ispirarsi e da emulare, qualcuno davanti da seguire”. Si sa, indossare una maglia non è solo autorevolezza ma è anche responsabilità. Leader non è solo chi sta davanti, ma è anche colui che segna la strada, che ispira al successo. Come in quello di Andrea ci piace vedere nei volti degli altri ragazzi in gara, la fatica, la speranza, la determinazione che condiscono la loro vita quotidiana, fatta di allenamenti e spesso di rinunce, viste certe scelte nella loro giovane età.
E’ bello pensare che le nostre manifestazioni sportive, oltre a fare numeri e a rispondere a obblighi di sponsorship, si sentano chiamate anche a fini più valoriali, a comunicare belle e buone cose, soprattutto dedicate ai più giovani. A comunicare ai più giovani attraverso belli e buoni esempi di gente come loro, non lontana da loro. Crediamo che la chiave di lettura sia la passione che ai più nasce ancora in tenera età e forse varrebbe la pena investire di più anche nell’ambito dello sport della mountain bike, in momenti dedicati ai piccoli e a chi li accompagna. In verità, stiamo pensando anche in tal senso.
Ma torniamo al nostro leader che presto dovrà salire in alto, dove, ad attenderlo, troverà le Dolomiti di Brenta, Patrimonio UNESCO, nella terza tappa di Circuito, la mitica Dolomitica Bike di domenica 30 giugno in quel di Pinzolo - Madonna di Campiglio. Un paio di occhi belli nascondono spesso uno spirito umile e sincero, lo stesso che porta in alto e lontano. Ci sono momenti duri, come le salite in una gara, anni in cui puoi sbagliare qualcosa, dove i risultati non arrivano sebbene l’impegno sia oltre i propri limiti. Può esserci il buio oltre alla salita, non vedere il traguardo, non riconoscere la strada, perdere l’obiettivo, perdersi. Anche mentalmente, oltre che fisicamente.

Ma accettare i propri limiti e riconoscerli dopo averli conosciuti, fa di questi ragazzi dei gran bei ragazzi.
Loro sono “il Circuito che vogliamo”.
L'importanza di chiamarsi Leader
photo credits Daniele Mosna
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